Come promesso, ecco che vi racconto un po’ di tutti i posti che grazie all’illustre guida mangereccia Karin ho avuto il piacere (..e anche il dispiacere) di provare durante il mio soggiorno di circa una settimana nella provincia Maceratese.
Per cominciare devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’apertura di questa regione nei confronti del veg(etari)anesimo: solo sul lungomare mi è capitato di vedere svariati stabilimenti che offrivano panini, piadine e primi piatti interamente senza derivati animali, pub che avevano l’alternativa vegetale al burger di carne, gelaterie che offrivano diversi gusti senza lattosio oltre ai classici di frutta. Ovviamente, non ho potuto fermarmi ed assaggiare ogni qualvolta scorgevo opzioni vegane tra i menù, anche perchè abbiamo di comune accordo deciso di relegare il cibo cotto unicamente al pasto serale, mentre il giorno come al nostro solito ci nutrivamo della nostra amata frutta.
(E qui non posso non fare una menzione d’onore per gli splendidi, unici, commoventi fichi di casa Klotz. Ben tre alberi eccezionalmente produttivi mi hanno regalato momenti che neanche il migliore degli chef avrebbe potuto mai equiparare).
Cominciamo dalle gelaterie. Lungo il grande viale che porta al mare, Corso Matteotti, ho potuto fermarmi ad assaggiare i prodotti di due gelaterie (anche se, come mi ha detto Karin, sarebbero state ben tre le gelaterie con gusti vegan, ma la terza (di cui non ricordo il nome), essendo degli stessi proprietari di una delle due provate, presentava la medesima offerta).


Il martedì sera c’è stata la grande abbuffata alla Vecchia Fattoria di Loreto. Il martedì, infatti, è il giorno dedicato al buffet vegano, ma non una cosuccia per pochi intimi, eh, no, ben quattro tavolate dico QUATTRO piene zeppe di delizie vegane di tutti i tipi (l’ultima dedicata ai dolci), un ricevimento matrimoniale, in pratica. Di tutto e di più: cereali con verdure varie, pasta, torte salate, verdure fatte in tantissimi modi diversi, salse, pizze, lasagne, parmigiane, davvero da perderci la testa. Non posso dire di esser riuscita a mangiare un po’ di tutto tutto, ma…quasi. Non essendo amante di dolci ho sacrificato volentieri il piatto assaggio di dolci per concedermi un terzo giro di salato, per poter provare le cose nuove che costantemente continuavano ad uscire e riprenderne qualcuna che avevo particolarmente gradito (una su tutte quella salsina fantastica di rapa rossa e maionese, che devo assolutamente tentare di riprodurre prima o poi). Serata e cucina promossa a pieni voti: semplice, senza ingredienti “strani”, ma allo stesso saporita e godereccia e innovativa in alcune combinazioni. Il tutto per la modica cifra di 15€. Inutile dire che lo straconsiglio se vi fermate in zona.

Un’altra esperienza non proprio positiva l’abbiamo avuta in quel di Senigallia, dove ci siamo recate in occasione del Summer Jamboree Fest, un evento danzante stile anni ’50. Siamo arrivate per l’ora di cena visto che ci avevano dato un paio di nomi di ristoranti vegetariani/vegani in zona, e dato che uno dei due era prenotato per un evento, la scelta è per forza ricaduta sul Ramaiol.


Lasciamo per un attimo da parte il mangiare e parliamo invece di dove potete andare per comprare quegli ingredienti, bio e vegan, che vi serviranno per ehm, fare da mangiare 😀
La Natura in bottega in V. Sarpi in centro di Porto Recanati è un negozio di alimentari e cosmetici (eco) bio davvero ben fornito, si possono infatti trovare oltre ai più classici cereali, farine e biscotti eccetera prodotti più particolari come superfoods e alimenti per crudisti, gelati confezionati vegan, bevande e succhi biologiche e di qualità, fiori di bach, libri che trattano di cucina, alimentazione e salute.

Last but not least, la cena al ristorante di Simone Salvini a Macerata, il Lord Bio.
Posto dall’arredamento essenziale e moderno ma elegante, cucina a vista, il tutto dà l’impressione di un notevole ordine e pulizia, oltre che cura per l’ambiente. Non so se si possa dire che la stessa cura venga riservata anche al cliente e alla creazione dei piatti, che si sono rivelati di una semplicità quasi banale, piatti che non solo io, ma persino mia mamma sarebbe stata in grado di fare a casa e in un giorno in cui si sentiva pure poco ispirata. Cannellini al pomodoro, insalata di farro e verdure e un tofu strapazzato ai porri.. piatti piacevoli eh, ma che non importa certo andare al ristorante di Salvini per mangiare. La tempura che dava inizio alle danze, (il menù è fisso, cambia ogni sera ma l’unica cosa che si può decidere è se fare formula aperitivo o formula cena con una variante quindi sul prezzo) inoltre, era molto unta e non croccante. Va detto che ho buttato un occhio su quelle che sono uscite dopo e all’occhio sembravano ben fatte, quindi probabilmente siamo semplicemente stati un po’ sfortunati.
Era molto buona invece la pizza, di cui abbiamo preso un piatto con vari assaggi come antipasto, e il dolce, che ho letteralmente AMATO. Una torta ganache senza glutine al cioccolato con una base simil cheesecake ma che sapeva di frutti di bosco (non sono riuscita a capire bene), bella pesantina da buttare giù a fine cena, ma perlomeno mi sono rifatta la bocca; il cioccolato era di qualità e si percepiva benissimo.
Partivo da aspettative alte e mi è dispiaciuto che siano state in parte deluse, anche se non mi sento di dare un parere totalmente negativo, anzi, la stessa Karin mi ha detto di averci invece mangiato benissimo la volta precedente, ho apprezzato la formula, la presentazione delle portate (e, di nuovo, il dolce!!), ma avrei apprezzato ancor di più se avessi assaggiato qualcosa di nuovo e se la cameriera avesse saputo un minimo cosa stava andando a portarci (e se dopo l’errore, avesse avuto la decenza di correggersi e spiegarci i piatti che invece ci aveva servito).

Ora, immagino di essere sembrata una Fiammetta Fadda dei poveri. In realtà come avrete capito a casa mangio molto semplice, e forse proprio per questo se esco fuori a cena mi aspetto di rimanere piacevolmente sorpresa dalle pietanze e di assaggiare cose che io non sarei in grado di riprodurre o che non avrei mai pensato di realizzare in quel preciso modo. Credo inoltre di essere molto obiettiva e di riconoscere sempre meriti e mancanze, e in questo caso non posso nascondere di essere rimasta più entusiasta dove meno mi sarei aspettata.
Voi avete mai provato uno di questi posti?? Fatemi pensare cosa ne pensate che mi fa piacere un confronto di opinioni.
Buon finesettimana a tutti e..sorpresa: forse per la settimana prossima una ricetta c’è..;)
Grazie del report, mia cara, se mai dovessi andare da quelle parti terrò presenti le tue preziose info. Certo che a Loreto ci andrei apposta per andare alla Vecchia Fattoria… con tutto quel ben di dio… 😉
Bacini.
Grazie Lu del resoconto, se mai andrò nelle Marche lo studierò attentamente. Qui invece i posti dove trovare un'alternativa vegan o vegetariana sono ancora pochi, però qualcosa si sta muovendo. Ancora troppo poco per uscire di casa con la certezza di poter mangiare qualcosa 🙂 ma conto sul futuro 😉 Un bacio a presto
Fra alti e bassi hai detto bene all'inizio, come regione è messa davvero bene in tal senso, ve ne sono di più grandi dove si fatica a trovare anche un'unica offerta decente (esperienze di conoscenti, anche se prevedibili).
Insomma, Lu', tocca solo a te! 😀 Tu, ovviamente, comanderesti da una stanza dei bottoni in campagna…
Luigi, mi dispiace deluderti, ma stavolta non ho capito veramente nulla 😀
Cioè…mi sono accorta solo ora del post…dico solo questo….
Peccato che a porto Recanati non abbia avuto la possibilità di passare alla PASTICCERIA BARTOLI tra l'altro ben conosciuta da Karin klotz. …che ha una selezione di cornetti e paste da colazione vegan di produzione completamente artigianale e anche pasticceria salata …..penso proprio che non se ne sarebbe pentito
E mica sono deluso, vuoi mettere il fascino del mistero!?!? 😀